Le Mistificazioni dei Ragionamenti Umani

Post n° 51


In questa "Domenica Santa", identificata meglio come "Domenica di Pentecoste", ho ripubblicato il video inerente alla "Mistificazione del Termine Libertà". Ma, dal momento che oggi è una festa mistificante e/o mistificatoria, ho intitolato questo post "Le Mistificazioni dei Ragionamenti Umani".

Purtroppo ho dovuto constatare che, per resistere all'esistenza stessa, il cervello umano è comunque costretto a mistificarsi. La quantità di mistificazione (o di mistificazioni) è proporzionata alla nostra soggettività e esperienza di vita (o essenza) che, con l'ausilio di sentimenti, emozioni, arte e ideologie, diviene forma catalizzatrice della (e alle) nostre illusioni... Questo modo di essere si concatena quando iniziamo a mistificare anche i nostri simili, trasformando la mistificazione stessa in una sorta di rituale propiziatorio e fanatico.

Il problema si amplifica ulteriormente quando l'uomo non si limita a mistificare in modo ideologico e astratto, ma mistifica anche sulle cose materiali, mentendo praticamente su tutto, in quanto mente a sé stesso e agli altri: la convinzione diviene convenzione che si trasforma - a sua volta - in convenienza (la regola delle tre C...). Pensiamo al denaro che sarebbe dovuto essere solo un sistema convenzionale atto allo scambio di beni e servizi: l'uomo lo utilizza invece per scopi altri, per fare altro denaro, facendo credere però che non sia vero... ecco una mistificazione... Essendo il denaro l'assoluto (o unico) comune denominatore che regola le vite umane — assumendo quindi il valore di giudice supremo sulla vita e sulla morte degli individui — ecco che la vita stessa si basa esclusivamente sulla quantità di denaro che un essere può arrivare a possedere.

Occorre tenere a mente che le mistificazioni fungono anche da motivazione esistenziale. Se un essere umano si demistificasse totalmente — appurando che l'esistenza è qualcosa di totalmente inutile — sarebbe portato a porre fine alla sua stessa vita. C'è da dire che l'essere umano non ha ancora dato un senso oggettivo all'esistenza; quindi, ognuno di noi è costretto a dare un senso soggettivo alla propria vita (e a tutto ciò che lo circonda), altrimenti decadrebbe nell'inedia più totale. Ma il senso soggettivo non solo si scontra nel momento in cui incontra e si confronta con il senso soggettivo altrui, ma decade perché entrambi si annullano a vicenda. Pensate ora a questo scontro applicato a miliardi di esseri umani, ognuno con la propria interpretazione soggettiva e differente della realtà.

Capite bene, quindi, che le mistificazioni del ragionamento umano sono tante quanti sono i singoli individui in vita. Portare ogni singolo essere umano a ragionare esclusivamente in maniera oggettiva e logica, eliminando tutto il superfluo, sarebbe impossibile; ma anche se si riuscisse a farlo, diventeremmo come delle macchine, dei robot.

Chiudendo questa chiosa, ritorno alle modalità con cui l'uomo mistifica. Appurato che il cervello umano è un organo auto-mistificantesi, analizziamone il percorso. Essendo esseri percipienti, tutto parte dalla nostra percezione sensoriale (che non accetta la realtà per quella che è), passa poi a quella ragionativa (che tramite il pensiero elabora ipotetiche condizioni differenti di realtà) e arriva, infine, a quella divulgativa tramite il verbo, che può essere orale, scritto o telematico.

L'elemento essenziale della mistificazione può essere racchiuso nel singolo termine, nel singolo vocabolo o, se preferite, nella singola parola. Non ne parliamo poi di quando l'uomo, unendo più parole, mistifica proprio attraverso la costruzione di interi ragionamenti. Per demistificare questi costrutti occorre prendere in esame proprio i singoli termini e abbinarli ai verbi, verificando se a quella specifica parola corrisponda una reale azione nella realtà materiale.

Il mio "Dizionario Monosemantico" nacque durante il periodo della Pandemenza. Vedendo i manifestanti protestare nelle piazze al ritmo dello slogan mantrico di "Libertà" (ripetuto come un rosario), ho voluto interrogarmi e chiedermi se siamo veramente liberi. Beh, chiedendomi cosa sia davvero libero, mi sono accorto che siamo tutt'altro che liberi...

Senza troppi giri di parole, essere in una condizione di libertà significa trovarsi in uno stato esistenziale di assoluto svincolo da qualsiasi vincolo; e per essere in una condizione di assoluto svincolo, occorrerebbe un numero infinito di parametri di svincolo. Pensate invece a quanti vincoli un essere umano è sottoposto per sopravvivere: deve bere, deve mangiare, deve dormire, deve pulirsi, deve trovare un tetto sopra la testa, deve lavorare, deve sudare... Nasce persino senza la sua volontà di venire al mondo ed è costretto a vivere. Per fare ciò si auto-schiavizza, costruendosi dei mezzi che lo subordinano ancora di più alle sue invenzioni e, tutto questo, per raggiungere i suoi scopi mistificanti, faticando, sudando, truffando, pensando... Se volesse morire per rinascere sotto forma di essere diverso non potrebbe farlo; se volesse volare potrebbe farlo sì, ma solo con mezzi artificiali che deve costruirsi da solo. Più l'uomo pensa (e inventa), più si subordina e si schiavizza alle sue stesse invenzioni. Per vivere è costretto a costruire relazioni sociali e, per vivere decentemente, realizza un sistema di interdipendenza sociale e tecnico fatto di regole e convenzioni. Per vivere è subordinato all'ossigeno che respira, al Sole (senza Sole non c'è vita), all'acqua, all'aria... E poi parla di libertà? Ma io lo so perché l'uomo desidera la libertà: la desidera proprio perché, nel suo inconscio, si rende conto del numero infinito di vincoli a cui si auto-subordina e, non accettandoli come condizione esistenziale, desidera disperatamente l'opposto. Ecco perché - da questo punto di vista - il cervello umano è un organo stupido, perché si da da fare per realizzare un'esistenza che lo porta in direzioni completamente opposte a ciò che desidera nel suo sub-conscio...

Ergo, la libertà è un termine utopico !! O meglio esisterebbe la libertà solo nel momento in cui il genere umano  (e l'esistenza in generale) cesserebbero di esistere... Libertà è assenza di esistenza (per come la si potrebbe intendere...). Stesso discorso vale per il famoso "Libero Arbitrio", in quanto io posso solo ragionare e scegliere tra le regole convenzionali che mi sono state imposte all'interno di una società o comunità. Nel momento in cui non mi subordino a queste regole convenzionali, divento un anarchico o un libertino e dovrò subire le conseguenze delle mie scelte... niente di più e niente di meno.

Tutto quello che posso fare in vita è proporre idee diverse da quelle già preesistenti e vedere se "funzionano", se vengono accettate e se vengono condivise da altri esseri umani.. il tutto al fine che tali proposte divengano regole convenzionali... Si badi bene che anche questo modo di fare rientra sempre nell'ambito delle mistificazioni: il mondo delle idee umane non è l'iperuranio di Platone, ma un mondo di mistificazioni, contraddizioni e impossibilità reale di risoluzioni ideologiche, logiche e pratiche... Mettiamoci l'anima in pace...


"La Libertà che guida il popolo" _ Eugène Delacroix1830

Pubblicazione: Domenica, 24 Maggio 2026

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