Post n° 51
In questa "Domenica Santa" (identificata meglio come "Domenica di Pentecoste"), ho ripubblicato il video inerente alla "Mistificazione del Termine Libertà" ma, dal momento che oggi è una festa mistificante e/o mistificatoria, ho intitolato questo post "Le Mistificazioni dei Ragionamenti Umani"... oppure anche: "Le Mistificazioni di Pentecoste...".
Purtroppo ho constatato che, per resistere all'esistenza stessa, i cervelli umani sono comunque costretti a mistificarsi. La quantità e la qualità delle proprie mistificazioni è proporzionata (e adeguata) alla nostra esperienza di vita che, con l'ausilio di sentimenti, sensazioni, emozioni, arte, religioni e ideologie varie (subite e immagazzinate...), divengono forme catalizzatrici della (e alle) nostre illusioni... Questo modo di essere si concatena ritrasmettendo - anche ai nostri simili - altre mistificazioni... Tutto questo si manifesta in una sorta di rituale propiziatorio e fanatico...
Il problema si amplifica ulteriormente quando l'uomo non si limita a mistificare in modo ideologico e astratto, ma mistifica anche sulle cose materiali, mentendo praticamente su tutto, in quanto mente a sé stesso e agli altri: Questo accade perché qualsiasi convinzione umana - rapportandosi all'inutilità dell'esistenza - è sempre mistificazione. Paradossalmente avrebbe più senso il nulla, in quanto esso servirebbe proprio a frenare le infinite aberrazione mentali che sono insite in qualsiasi cervello umano... I processi mentali proseguono quindi in questo verso: la Convinzione diviene Convenzione che si trasforma - a sua volta - in Convenienza (la regola delle tre C...). Pensiamo al denaro che sarebbe dovuto servire solo come sistema convenzionale utile allo scambio di beni e servizi: l'uomo lo utilizza invece per scopi altri, per fare altro denaro, facendo credere però che non sia vero. Ecco una mistificazione.
Se le mistificazioni fungono da motivazione esistenziale allora occorre far presente che, se un essere umano si demistificasse totalmente — appurando che l'esistenza è qualcosa di totalmente inutile — esso sarebbe portato a:
- Porre fine alla sua stessa esistenza
- Vivere di eccessi non ponderati
- Vivere in maniera totalmente apatica o eremitica
- Vivere rifiutando qualsiasi convenzionalità sociale
- Recitare il finto ruolo del vivere
- Vivere con esaurimenti e depressioni varie
Capite bene, quindi, che le mistificazioni del ragionamento umano sono tante quanti sono i singoli individui in vita. Portare ogni singolo essere umano a ragionare esclusivamente in una forma di "monismo razionale", eliminando tutto questo "condimento esistenziale", sarebbe impossibile; ma anche se si riuscisse a farlo, subentrerebbero nuove (ed ulteriori) problematiche esistenziali...
Chiudendo questa chiosa, ritorno alle modalità con cui l'uomo mistifica: appurato che il cervello umano è un organo auto-mistificantesi, analizziamone il percorso: essendo noi esseri percipienti, tutto parte dalla nostra percezione sensoriale (che non accetta la realtà per quella che è), passa poi a quella ragionativa (che tramite il pensiero elabora ipotetiche condizioni differenti di realtà) e arriva, infine, a quella divulgativa tramite il verbo, che può essere orale, scritto o diffuso telematicamente... Tutto questo si trasforma poi in azione...
L'elemento essenziale della mistificazione può essere racchiuso nel singolo termine, nel singolo vocabolo o, se preferite, nella singola parola. Non ne parliamo poi di quando l'uomo, unendo più parole, mistifica proprio attraverso la costruzione di interi ragionamenti... Per demistificare questi costrutti occorre prendere in esame proprio i singoli termini e abbinarli ai verbi, verificando se, a quella specifica parola, può corrispondere una reale azione nella realtà materiale.
Il mio "Dizionario Monosemantico" nacque durante il periodo della Pandemenza. Vedendo i manifestanti protestare nelle piazze al ritmo dello slogan mantrico di "Libertà" (ripetuto come un rosario...), ho voluto interrogarmi e chiedermi se siamo veramente liberi. Beh, chiedendomi cosa sia davvero libero, mi sono accorto che siamo tutt'altro che liberi.
Senza troppi giri di parole, essere in una condizione di libertà significa trovarsi in uno stato esistenziale di assoluto svincolo da qualsiasi vincolo; e per essere in una condizione di assoluto svincolo, occorrerebbe un numero infinito di parametri di svincolo. Pensate invece a quanti vincoli un essere umano è sottoposto per sopravvivere: deve bere, deve mangiare, deve dormire, deve respirare, deve fare la cacca e la pipì, deve pulirsi, deve trovare un tetto sopra la testa, deve lavorare, deve sudare, si ammala, si infortuna... Huuu hai voglia... nasce persino privo di una propria volontà nel decidere se venire al mondo o meno ed è pure costretto a vivere... Per fare ciò si auto-schiavizza, costruendosi dei mezzi tecnici che lo subordinano ancora di più alle sue invenzioni e, tutto questo, per raggiungere i suoi scopi mistificanti, faticando, sudando, truffando, pensando, ciarlando e mistificando... Se volesse morire per rinascere sotto forma di gatto (ad esempio) non potrebbe farlo; se volesse volare spiegando solo le braccia non potrebbe farlo... Più l'uomo pensa (e inventa), più si subordina e si schiavizza alle sue stesse invenzioni... Per vivere è costretto a costruire relazioni sociali e, per vivere decentemente, realizza un sistema di interdipendenza sociale (e tecnico) fatto di regole e convenzioni. Per vivere è subordinato all'ossigeno che respira, al Sole (senza Sole non c'è vita), all'acqua, all'aria... E poi parla di libertà ? Ma io lo so perché l'uomo desidera la libertà: la desidera proprio perché, nel suo inconscio, si rende conto del numero infinito di vincoli a cui si auto-subordina e, non accettandoli come condizione esistenziale, desidera disperatamente l'opposto. Ecco perché - da questo punto di vista - il cervello umano è un organo completamente idiota, perché si da da fare per realizzare un'esistenza che lo porta in direzioni diametralmente (e perpetuamente) opposte a ciò che desidera nel suo subconscio...
Ergo, la libertà è un termine utopico !! O meglio esisterebbe la libertà solo nel momento in cui il genere umano (e l'esistenza in generale) cesserebbero di esistere... Libertà è assenza di esistenza (per come la si potrebbe intendere...). Medesimo discorso si può fare per il famoso "Libero Arbitrio", in quanto io posso solo ragionare e scegliere tra le regole convenzionali che mi sono state imposte all'interno di una società o di una comunità. Nel momento in cui non mi subordino a queste regole convenzionali, divento un anarchico o un libertino e dovrò subire le conseguenze delle mie scelte... niente di più e niente di meno.
Tutto quello che posso fare in vita è proporre idee diverse da quelle già preesistenti e vedere se "funzionano", se vengono accettate e se vengono condivise da altri esseri umani.. il tutto al fine che tali proposte divengano regole convenzionali... Si badi bene che anche questo modo di fare rientra sempre nell'ambito delle mistificazioni: il mondo delle idee umane non è l'iperuranio di Platone, ma un mondo di mistificazioni, contraddizioni e impossibilità reale di risoluzioni ideologiche, logiche e pratiche... Mettiamoci l'anima in pace... La mistificazione mentale è il nostro bastone utile a reggere l'esistenza stessa... forse...
Pubblicazione: Domenica, 24 Maggio 2026
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